
CC 106 2012
Serie divisionale
FS
Serie divisionale FS
Germania · 10 anni di contanti in euro
Tiratura168.000
Prezzo di emissione22,00 €
Data di emissione2 gen 2012
ConfezioneSerie divisionale
Legenda del bordoEINIGKEIT UND RECHT UND FREIHEIT + aquila federale
Prezzo del set (2 monete)49,00 €
Tiratura indicata dalla fonte: 40000 | 32000
Varianti
5Germania, A · A · Segno di zecca A · FS · Serie divisionale · Tiratura 40.000
Germania, D · D · Segno di zecca D · FS · Serie divisionale · Tiratura 32.000
Germania, F · F · Segno di zecca F · FS · Serie divisionale · Tiratura 32.000
Germania, G · G · Segno di zecca G · FS · Serie divisionale · Tiratura 32.000
Germania, J · J · Segno di zecca J · FS · Serie divisionale · Tiratura 32.000
Per evento di emissione
La moneta commemorativa celebra il decimo anniversario dell’introduzione dell’euro. Al centro si trova il segno dell’euro, circondato da simboli delle persone, del mondo finanziario, del commercio, dell’industria, dell’energia e della ricerca e sviluppo: la torre della BCE, navi, fabbriche e turbine eoliche. Il disegno, ideato da Helmut Andexlinger, è stato scelto tramite una votazione pubblica online; nell’edizione lussemburghese compare inoltre il ritratto del granduca con effetto di inclinazione.
Il motivo
Il simbolo dell’euro all’interno della moneta evidenzia come l’euro sia diventato un fattore di straordinaria importanza in Europa e nel mondo e si sia sviluppato negli ultimi dieci anni in un attore globale del sistema monetario internazionale. Gli elementi grafici disposti intorno al simbolo dell’euro simboleggiano l’importanza dell’euro per le persone, il mondo finanziario (la torre della BCE), il commercio (le navi), l’industria (le fabbriche), il settore energetico e la ricerca e lo sviluppo (le pale eoliche). Le iniziali dell’artista «AH» sono riportate sotto l’immagine della torre della BCE. I nomi degli Stati emittenti nella lingua nazionale sono incisi al centro, sopra il motivo, mentre le indicazioni degli anni 2002-2012 sono incise sotto di esso.
Sul bordo esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Sul bordo esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Contesto sul tema
L’euro risale all’Unione economica e monetaria concordata nel Trattato di Maastricht. Tra i requisiti per la partecipazione figuravano prescrizioni riguardanti la stabilità dei prezzi, il debito pubblico, il disavanzo di bilancio e i tassi d’interesse. Nel 1998 fu fondata la Banca centrale europea. Il 1° gennaio 1999 l’euro entrò inizialmente in vigore come moneta scritturale; contestualmente furono fissati irrevocabilmente i tassi di cambio delle valute nazionali partecipanti. Da quel momento bonifici, operazioni finanziarie e conti statali potevano già essere regolati in euro, mentre nella vita quotidiana continuavano a essere utilizzate banconote e monete nazionali.
Il contante in euro entrò in circolazione il 1° gennaio 2002 in dodici Stati. Le valute precedenti, tra cui il marco tedesco, il franco francese, la lira italiana e la peseta spagnola, furono ritirate durante brevi periodi di transizione. Il passaggio al contante fu un’ampia operazione logistica: banche, commercianti e gestori di distributori automatici dovettero essere riforniti o adeguare tecnicamente le proprie apparecchiature, i prezzi dovettero essere indicati in parallelo e grandi quantità di contante vecchio dovettero essere ritirate. La moneta comune avrebbe dovuto facilitare i pagamenti transfrontalieri e il confronto dei prezzi, eliminando i rischi di cambio all’interno dell’area valutaria.
Nel 2012 il numero dei Paesi dell’euro era salito a 17 Stati. Diversi Paesi emittenti utilizzavano quindi la valuta da meno di dieci anni. L’anno comune di emissione non si riferiva alla rispettiva introduzione nazionale, bensì all’inizio del contante in euro nel suo complesso.
Sul piano politico, la moneta apparve in una fase di tensione. Dal 2009 la crisi europea del debito sovrano e del settore bancario aveva messo in luce notevoli differenze tra le economie dell’area valutaria. I programmi di salvataggio, i vincoli di bilancio e i nuovi strumenti per la stabilizzazione dell’unione monetaria furono oggetto di controversie. L’emissione comune contrappose a ciò l’idea di un’area valutaria unita.
Le emissioni comuni di questo tipo combinano un’identica iconografia con le rispettive denominazioni statali e le indicazioni nazionali di coniazione. Già nel 2007 e nel 2009 erano state emesse monete comuni da 2 euro dedicate ad anniversari europei. L’emissione del 2012 proseguì questa prassi e, grazie al suo legame diretto con il mezzo di pagamento quotidiano, si prestava in modo particolare a una moneta destinata alla circolazione.
Il contante in euro entrò in circolazione il 1° gennaio 2002 in dodici Stati. Le valute precedenti, tra cui il marco tedesco, il franco francese, la lira italiana e la peseta spagnola, furono ritirate durante brevi periodi di transizione. Il passaggio al contante fu un’ampia operazione logistica: banche, commercianti e gestori di distributori automatici dovettero essere riforniti o adeguare tecnicamente le proprie apparecchiature, i prezzi dovettero essere indicati in parallelo e grandi quantità di contante vecchio dovettero essere ritirate. La moneta comune avrebbe dovuto facilitare i pagamenti transfrontalieri e il confronto dei prezzi, eliminando i rischi di cambio all’interno dell’area valutaria.
Nel 2012 il numero dei Paesi dell’euro era salito a 17 Stati. Diversi Paesi emittenti utilizzavano quindi la valuta da meno di dieci anni. L’anno comune di emissione non si riferiva alla rispettiva introduzione nazionale, bensì all’inizio del contante in euro nel suo complesso.
Sul piano politico, la moneta apparve in una fase di tensione. Dal 2009 la crisi europea del debito sovrano e del settore bancario aveva messo in luce notevoli differenze tra le economie dell’area valutaria. I programmi di salvataggio, i vincoli di bilancio e i nuovi strumenti per la stabilizzazione dell’unione monetaria furono oggetto di controversie. L’emissione comune contrappose a ciò l’idea di un’area valutaria unita.
Le emissioni comuni di questo tipo combinano un’identica iconografia con le rispettive denominazioni statali e le indicazioni nazionali di coniazione. Già nel 2007 e nel 2009 erano state emesse monete comuni da 2 euro dedicate ad anniversari europei. L’emissione del 2012 proseguì questa prassi e, grazie al suo legame diretto con il mezzo di pagamento quotidiano, si prestava in modo particolare a una moneta destinata alla circolazione.
