CC 596 2026
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FDC/BU
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Malta · Cane dei faraoni, serie: Razze autoctone
Tiratura30.000
Prezzo di emissione20,00 €
Data di emissione14 apr 2026
ConfezioneCoincard
Legenda del bordo2 ✠✠ × 6, alternativamente diritto/capovolto
Prezzo di mercato25,90 €
Per evento di emissione
L’emissione è dedicata al cane dei faraoni nell’ambito della serie maltese «Specie autoctone». La razza canina, conosciuta a Malta come Kelb tal-Fenek, è tradizionalmente associata alla caccia al coniglio.
Contesto sul tema
Il Cane dei Faraoni è considerato il cane nazionale di Malta. Il suo aspetto, con grandi orecchie erette, testa stretta, mantello corto bruno-rossastro e occhi color ambra, corrisponde al tipo dei primitivi cani da caccia mediterranei. Una reazione fisica evidente è l’arrossamento visibile del naso e delle orecchie in caso di eccitazione, poiché queste zone sono scarsamente pigmentate.
Il nome inglese della razza nacque dalla somiglianza con le raffigurazioni di cani snelli dalle orecchie erette dell’antico Egitto. Da ciò fu temporaneamente dedotta una discendenza diretta dai cani egiziani. Tuttavia, non è documentata una continuità storica ininterrotta nell’arco di diversi millenni. È soprattutto documentabile lo sviluppo di una popolazione canina autonoma sulle isole maltesi. Nel XX secolo la razza fu allevata anche al di fuori di Malta e riconosciuta dalle associazioni cinologiche internazionali; Malta è indicata come il suo paese d’origine.
Le modalità di lavoro di questi cani sono adattate al paesaggio arido e roccioso dell’arcipelago. Utilizzano vista, olfatto e udito per individuare le prede e inseguirle in terreni aperti o suddivisi da muretti in pietra. Sotto il profilo funzionale appartengono quindi ai cani da caccia mediterranei, che non lavorano esclusivamente a vista. Per lungo tempo il loro allevamento fu orientato meno verso un aspetto uniforme che verso la resistenza, l’agilità, l’attenzione e l’attitudine venatoria.
A Malta la razza non rappresenta quindi soltanto l’allevamento animale, ma anche forme più antiche di vita rurale. L’inserimento in una serie monetaria dedicata alle specie autoctone può essere interpretato, in questo contesto, come un riferimento a un patrimonio culturale specificamente maltese. Sebbene una razza canina non sia biologicamente una specie distinta, essa rappresenta una popolazione domestica sviluppatasi localmente. Il motivo della moneta collega così ambiente naturale, uso tradizionale e simbologia nazionale, senza riferirsi a un edificio o a un anniversario politico.
Il nome inglese della razza nacque dalla somiglianza con le raffigurazioni di cani snelli dalle orecchie erette dell’antico Egitto. Da ciò fu temporaneamente dedotta una discendenza diretta dai cani egiziani. Tuttavia, non è documentata una continuità storica ininterrotta nell’arco di diversi millenni. È soprattutto documentabile lo sviluppo di una popolazione canina autonoma sulle isole maltesi. Nel XX secolo la razza fu allevata anche al di fuori di Malta e riconosciuta dalle associazioni cinologiche internazionali; Malta è indicata come il suo paese d’origine.
Le modalità di lavoro di questi cani sono adattate al paesaggio arido e roccioso dell’arcipelago. Utilizzano vista, olfatto e udito per individuare le prede e inseguirle in terreni aperti o suddivisi da muretti in pietra. Sotto il profilo funzionale appartengono quindi ai cani da caccia mediterranei, che non lavorano esclusivamente a vista. Per lungo tempo il loro allevamento fu orientato meno verso un aspetto uniforme che verso la resistenza, l’agilità, l’attenzione e l’attitudine venatoria.
A Malta la razza non rappresenta quindi soltanto l’allevamento animale, ma anche forme più antiche di vita rurale. L’inserimento in una serie monetaria dedicata alle specie autoctone può essere interpretato, in questo contesto, come un riferimento a un patrimonio culturale specificamente maltese. Sebbene una razza canina non sia biologicamente una specie distinta, essa rappresenta una popolazione domestica sviluppatasi localmente. Il motivo della moneta collega così ambiente naturale, uso tradizionale e simbologia nazionale, senza riferirsi a un edificio o a un anniversario politico.



