CC 76 2009
Busta numismatica
FDC/BU
Busta numismatica
Vaticano · Anno internazionale dell’astronomia
Tiratura15.000
Prezzo di emissione45,00 €
Data di emissione18 nov 2009
ConfezioneBusta numismatica
Legenda del bordo2 ★ × 6, alternati diritta/capovolta
Prezzo di mercato64,90 €
Per evento di emissione
La moneta commemorativa è dedicata all’Anno internazionale dell’astronomia. Il motivo raffigura un’allegoria della nascita delle stelle e dei pianeti, nonché diversi strumenti astronomici, il tutto racchiuso dalle iscrizioni «ANNO INTERNAZIONALE DELL’ASTRONOMIA» e «CITTÁ DEL VATICANO».
Il motivo
L’interno della moneta raffigura un’allegoria della nascita delle stelle e dei pianeti, nonché diversi strumenti astronomici. Il segno di zecca «R» è impresso nel quadrante inferiore sinistro. Al di sotto dei due quadranti inferiori, al centro, è riportato l’anno «2009». L’allegoria è racchiusa da un arco di circonferenza recante le iscrizioni «ANNO INTERNAZIONALE DELL’ASTRONOMIA» (in un semicerchio spostato verso sinistra) e «CITTÁ DEL VATICANO» (in alto a destra). Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Contesto sul tema
L’Anno internazionale dell’astronomia fu proclamato dalle Nazioni Unite su iniziativa dell’Unione Astronomica Internazionale e dell’UNESCO. Il riferimento era l’inizio dell’osservazione telescopica del cielo da parte di Galileo Galilei quattrocento anni prima. Nel 1609 Galileo costruì propri telescopi e li puntò verso il cielo. Le sue osservazioni mostrarono, tra l’altro, rilievi e depressioni sulla Luna, numerose stelle fino ad allora invisibili e diversi satelliti di Giove. Divenne così evidente che non tutti i corpi celesti orbitano intorno alla Terra. I risultati contribuirono all’affermazione della concezione eliocentrica dell’universo.
Nello stesso contesto storico si colloca l’opera «Astronomia nova», pubblicata da Johannes Kepler nel 1609. In essa Kepler descrisse il movimento dei pianeti lungo orbite ellittiche e formulò due delle leggi che in seguito avrebbero preso il suo nome. L’osservazione telescopica e la descrizione matematica trasformarono insieme l’astronomia della prima età moderna.
L’anno tematico mirava a trasmettere conoscenze astronomiche, ampliare l’accesso all’osservazione del cielo e promuovere la cooperazione internazionale nella ricerca e nell’istruzione. In numerosi Paesi si svolsero manifestazioni, mostre e programmi di osservazione. Accanto alla rievocazione storica, furono al centro dell’attenzione temi moderni come l’evoluzione delle stelle e dei sistemi planetari, nonché la posizione della Terra nell’universo.
La scelta dell’occasione da parte del Vaticano è legata anche alla sua tradizione astronomica. Per la riforma del calendario voluta da papa Gregorio XIII, che nel 1582 portò al calendario gregoriano, furono necessari calcoli astronomici precisi. Nel 1891 papa Leone XIII fondò la Specola Vaticana nella sua forma istituzionale attuale. Essa doveva consentire una ricerca scientifica autonoma e, al tempo stesso, evidenziare che la conoscenza delle scienze naturali e la fede cattolica non devono essere intese necessariamente come contrapposte. A causa del crescente inquinamento luminoso di Roma, la Specola fu in seguito trasferita a Castel Gandolfo; inoltre collabora con un istituto di ricerca in Arizona. In questo contesto, l’anno tematico offrì al Vaticano un riferimento diretto a un’istituzione scientifica da esso sostenuta stabilmente.
Nello stesso contesto storico si colloca l’opera «Astronomia nova», pubblicata da Johannes Kepler nel 1609. In essa Kepler descrisse il movimento dei pianeti lungo orbite ellittiche e formulò due delle leggi che in seguito avrebbero preso il suo nome. L’osservazione telescopica e la descrizione matematica trasformarono insieme l’astronomia della prima età moderna.
L’anno tematico mirava a trasmettere conoscenze astronomiche, ampliare l’accesso all’osservazione del cielo e promuovere la cooperazione internazionale nella ricerca e nell’istruzione. In numerosi Paesi si svolsero manifestazioni, mostre e programmi di osservazione. Accanto alla rievocazione storica, furono al centro dell’attenzione temi moderni come l’evoluzione delle stelle e dei sistemi planetari, nonché la posizione della Terra nell’universo.
La scelta dell’occasione da parte del Vaticano è legata anche alla sua tradizione astronomica. Per la riforma del calendario voluta da papa Gregorio XIII, che nel 1582 portò al calendario gregoriano, furono necessari calcoli astronomici precisi. Nel 1891 papa Leone XIII fondò la Specola Vaticana nella sua forma istituzionale attuale. Essa doveva consentire una ricerca scientifica autonoma e, al tempo stesso, evidenziare che la conoscenza delle scienze naturali e la fede cattolica non devono essere intese necessariamente come contrapposte. A causa del crescente inquinamento luminoso di Roma, la Specola fu in seguito trasferita a Castel Gandolfo; inoltre collabora con un istituto di ricerca in Arizona. In questo contesto, l’anno tematico offrì al Vaticano un riferimento diretto a un’istituzione scientifica da esso sostenuta stabilmente.





