
CC 55 2009
Moneta da 2 euro
FS
2 euro FS
Francia · 10 anni dell'UEM
Tiratura7.284
Prezzo di emissione20,00 €
Data di emissione1 gen 2009
Confezionein astuccio
Legenda del bordo2 ★ ★ × 6, alternati dritto/rovescio
Prezzo di mercato39,00 €
Per evento di emissione
L’occasione è il decimo anniversario dell’Unione economica e monetaria e della creazione dell’euro il 1º gennaio 1999. Il motivo, ideato da G. Stamatopoulos e selezionato tramite una votazione online, raffigura una figura umana stilizzata il cui braccio sinistro è prolungato dal simbolo dell’euro; sotto figurano le iniziali ΓΣ. Sono inoltre riportati «1999–2009», il rispettivo acronimo dell’UEM nella lingua nazionale, il nome dello Stato emittente e le dodici stelle della bandiera europea.
Il motivo
La moneta raffigura al centro una figura umana stilizzata, il cui braccio sinistro è prolungato dal simbolo dell’euro. Le iniziali ΓΣ dell’artista compaiono sotto il simbolo dell’euro. Il nome dello Stato emittente nella lingua o nelle lingue nazionali appare sul margine superiore del disegno, mentre l’indicazione 1999-2009 e l’acronimo UEM, tradotto nella lingua o nelle lingue nazionali, compaiono sul margine inferiore.
Sul bordo esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Sul bordo esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Contesto sul tema
L’Unione economica e monetaria trae origine dal Trattato di Maastricht, entrato in vigore nel 1993. Esso stabiliva un passaggio graduale, articolato in più fasi, verso una moneta comune. Tra i requisiti per la partecipazione figuravano obiettivi riguardanti la stabilità dei prezzi, il debito pubblico, i disavanzi di bilancio, i tassi d’interesse a lungo termine e la stabilità dei tassi di cambio. In questo modo si intendeva evitare che economie fortemente divergenti adottassero una politica monetaria comune senza una precedente convergenza.
Con l’inizio della terza fase, i tassi di cambio delle valute nazionali partecipanti furono fissati irrevocabilmente. Inizialmente l’euro esisteva solo come moneta scritturale, ad esempio per i bonifici, i conti bancari e le contrattazioni sui mercati finanziari. Le banconote e le monete entrarono in circolazione soltanto il 1° gennaio 2002. Durante un periodo transitorio, i pagamenti in contanti furono ancora effettuati nelle precedenti valute nazionali. Queste persero successivamente la funzione di valuta avente corso legale, ma in molti casi poterono continuare a essere convertite presso le rispettive banche centrali.
La politica monetaria comune fu affidata all’Eurosistema, composto dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali degli Stati dell’euro. La Banca centrale europea era stata fondata nel 1998 e ha sede a Francoforte sul Meno. Tra i suoi compiti principali figurano il mantenimento della stabilità dei prezzi e la determinazione dei tassi d’interesse ufficiali per l’area dell’euro. I governi nazionali rimasero invece sostanzialmente responsabili della propria politica di bilancio ed economica. Da questa separazione nacquero ripetutamente dibattiti politici sulle regole comuni e sui margini di manovra nazionali.
Inizialmente parteciparono alla moneta comune undici Stati. La Grecia seguì nel 2001; altri membri dell’UE aderirono all’area dell’euro dopo aver soddisfatto i requisiti. Con la Slovacchia, che introdusse l’euro nel gennaio 2009, l’area comprendeva 16 Stati al momento dell’emissione.
L’emissione comune delle monete rese evidente che l’euro, pur presentando facce nazionali, si basa su un ordinamento monetario comune. Al tempo stesso, le diverse versioni linguistiche e le denominazioni degli Stati consentirono di mantenere l’origine nazionale di ciascuna moneta. Tali emissioni comuni sono concordate dagli Stati dell’euro e compaiono contemporaneamente nell’intera area monetaria.
Con l’inizio della terza fase, i tassi di cambio delle valute nazionali partecipanti furono fissati irrevocabilmente. Inizialmente l’euro esisteva solo come moneta scritturale, ad esempio per i bonifici, i conti bancari e le contrattazioni sui mercati finanziari. Le banconote e le monete entrarono in circolazione soltanto il 1° gennaio 2002. Durante un periodo transitorio, i pagamenti in contanti furono ancora effettuati nelle precedenti valute nazionali. Queste persero successivamente la funzione di valuta avente corso legale, ma in molti casi poterono continuare a essere convertite presso le rispettive banche centrali.
La politica monetaria comune fu affidata all’Eurosistema, composto dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali degli Stati dell’euro. La Banca centrale europea era stata fondata nel 1998 e ha sede a Francoforte sul Meno. Tra i suoi compiti principali figurano il mantenimento della stabilità dei prezzi e la determinazione dei tassi d’interesse ufficiali per l’area dell’euro. I governi nazionali rimasero invece sostanzialmente responsabili della propria politica di bilancio ed economica. Da questa separazione nacquero ripetutamente dibattiti politici sulle regole comuni e sui margini di manovra nazionali.
Inizialmente parteciparono alla moneta comune undici Stati. La Grecia seguì nel 2001; altri membri dell’UE aderirono all’area dell’euro dopo aver soddisfatto i requisiti. Con la Slovacchia, che introdusse l’euro nel gennaio 2009, l’area comprendeva 16 Stati al momento dell’emissione.
L’emissione comune delle monete rese evidente che l’euro, pur presentando facce nazionali, si basa su un ordinamento monetario comune. Al tempo stesso, le diverse versioni linguistiche e le denominazioni degli Stati consentirono di mantenere l’origine nazionale di ciascuna moneta. Tali emissioni comuni sono concordate dagli Stati dell’euro e compaiono contemporaneamente nell’intera area monetaria.
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