
CC 53 2009
Serie divisionale
FDC/BU
Serie divisionale BU
Germania · 10 anni dell’UEM
Tiratura250.000
Prezzo di emissione12,00 €
Data di emissione1 gen 2009
ConfezioneSerie divisionale
Legenda del bordoEINIGKEIT UND RECHT UND FREIHEIT + aquila federale
Prezzo del set (2 monete)39,00 €
Varianti
5Germania, A · A · Segno di zecca A · FDC · Serie divisionale · Tiratura 50.000
Germania, D · D · Segno di zecca D · FDC · Serie divisionale · Tiratura 50.000
Germania, F · F · Segno di zecca F · FDC · Serie divisionale · Tiratura 50.000
Germania, G · G · Segno di zecca G · FDC · Serie divisionale · Tiratura 50.000
Germania, J · J · Segno di zecca J · FDC · Serie divisionale · Tiratura 50.000
Per evento di emissione
L’occasione è il decimo anniversario dell’Unione economica e monetaria e della creazione dell’euro il 1º gennaio 1999. Il motivo, disegnato da G. Stamatopoulos e selezionato tramite una votazione online, mostra una figura umana stilizzata il cui braccio sinistro si trasforma nel simbolo dell’euro, completata dalle cifre 1999–2009, dalla rispettiva sigla dell’UEM e da dodici stelle. L’emissione lussemburghese contiene inoltre il ritratto del Granduca con effetto cangiante.
Il motivo
La moneta raffigura al centro una figura umana stilizzata, il cui braccio sinistro è prolungato dal simbolo dell’euro. Le iniziali ΓΣ dell’artista compaiono sotto il simbolo dell’euro. Il nome dello Stato di emissione nella lingua o nelle lingue nazionali appare sul bordo superiore del motivo, mentre l’indicazione 1999-2009 e l’acronimo UEM, tradotto nella lingua o nelle lingue nazionali, compaiono sul bordo inferiore.
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Contesto sul tema
L’Unione economica e monetaria si è sviluppata gradualmente a partire dall’integrazione europea. Una base fondamentale fu il Trattato di Maastricht, entrato in vigore nel 1993. Esso tracciò il percorso verso una moneta comune e stabilì i requisiti per la partecipazione. Tra i cosiddetti criteri di convergenza rientrano disposizioni sulla stabilità dei prezzi, sulla situazione di bilancio, sui tassi d’interesse a lungo termine e sulla stabilità dei tassi di cambio.
Con l’inizio della terza fase dell’Unione monetaria, i tassi di cambio delle valute nazionali partecipanti furono fissati irrevocabilmente. Inizialmente l’euro serviva come unità di conto, di pagamento e di calcolo, ad esempio nei pagamenti non in contanti e sui mercati finanziari. Le banconote e le monete entrarono in circolazione solo all’inizio del 2002. Fino ad allora, nella vita quotidiana la popolazione continuò a pagare, tra l’altro, con marchi tedeschi, franchi, lire o pesete; tuttavia, il loro valore rispetto all’euro era già stato stabilito.
L’Eurosistema è responsabile della politica monetaria comune. Esso è composto dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali degli Stati che hanno adottato l’euro. I governi nazionali mantengono invece in larga misura la responsabilità delle proprie politiche di bilancio ed economiche. Questa combinazione di una politica monetaria centralizzata con politiche finanziarie ancora gestite a livello nazionale caratterizza la struttura dell’Unione monetaria.
L’emissione comune coincise inoltre con una fase di ampliamento dell’area dell’euro. Dopo gli Stati partecipanti originari, altri Paesi dell’Unione europea avevano adottato la moneta comune; la Slovacchia aderì all’area dell’euro all’inizio dell’anno di emissione. Non tutti gli Stati membri dell’Unione europea ne facevano e ne fanno parte, poiché la partecipazione presuppone il rispetto di requisiti giuridici ed economici.
Un motivo commemorativo comune si prestava all’occasione, poiché l’oggetto celebrato non era un anniversario nazionale, bensì un progetto europeo comune. Al tempo stesso, le emissioni rimanevano riconoscibili come coniazioni dei singoli Stati grazie alle denominazioni nazionali, ai segni di zecca e alle diverse iscrizioni sul bordo. Le monete collegavano così la politica monetaria comune alla competenza tuttora spettante agli Stati membri per i lati nazionali delle loro monete in circolazione.
Con l’inizio della terza fase dell’Unione monetaria, i tassi di cambio delle valute nazionali partecipanti furono fissati irrevocabilmente. Inizialmente l’euro serviva come unità di conto, di pagamento e di calcolo, ad esempio nei pagamenti non in contanti e sui mercati finanziari. Le banconote e le monete entrarono in circolazione solo all’inizio del 2002. Fino ad allora, nella vita quotidiana la popolazione continuò a pagare, tra l’altro, con marchi tedeschi, franchi, lire o pesete; tuttavia, il loro valore rispetto all’euro era già stato stabilito.
L’Eurosistema è responsabile della politica monetaria comune. Esso è composto dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali degli Stati che hanno adottato l’euro. I governi nazionali mantengono invece in larga misura la responsabilità delle proprie politiche di bilancio ed economiche. Questa combinazione di una politica monetaria centralizzata con politiche finanziarie ancora gestite a livello nazionale caratterizza la struttura dell’Unione monetaria.
L’emissione comune coincise inoltre con una fase di ampliamento dell’area dell’euro. Dopo gli Stati partecipanti originari, altri Paesi dell’Unione europea avevano adottato la moneta comune; la Slovacchia aderì all’area dell’euro all’inizio dell’anno di emissione. Non tutti gli Stati membri dell’Unione europea ne facevano e ne fanno parte, poiché la partecipazione presuppone il rispetto di requisiti giuridici ed economici.
Un motivo commemorativo comune si prestava all’occasione, poiché l’oggetto celebrato non era un anniversario nazionale, bensì un progetto europeo comune. Al tempo stesso, le emissioni rimanevano riconoscibili come coniazioni dei singoli Stati grazie alle denominazioni nazionali, ai segni di zecca e alle diverse iscrizioni sul bordo. Le monete collegavano così la politica monetaria comune alla competenza tuttora spettante agli Stati membri per i lati nazionali delle loro monete in circolazione.
