CC 442 2022
Coincard
FDC/BU
Coincard
Italia · 30º anniversario della morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Tiratura12.000
Prezzo di emissione12,00 €
Data di emissione17 mag 2022
ConfezioneCoincard
Legenda del bordo2 ★ × 6, alternati diritta/capovolta
Prezzo di mercato22,50 €
Per evento di emissione
La moneta ricorda il 30° anniversario della morte dei giudici italiani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il motivo raffigura i loro ritratti basati su una fotografia di Tony Gentile, sopra la scritta «FALCONE – BORSELLINO» e sotto gli anni «1992» e «2022», nonché l’acronimo «RI». La raffigurazione è completata dal segno della zecca di Roma e dalle iniziali dell’incisore Valerio de Seta.
Il motivo
Il motivo della moneta raffigura i ritratti dei due giudici italiani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (da un’immagine di Tony Gentile). Nel semicerchio sopra i ritratti si legge la scritta «FALCONE – BORSELLINO». Sotto il motivo sono riportati gli anni «1992» e «2022» e, tra le due cifre, l’acronimo della Repubblica Italiana «RI». A destra è incisa la «R» come segno della zecca di Roma, mentre a sinistra figurano le iniziali dell’autore del disegno della moneta Valerio de Seta, «VdS».
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Contesto sul tema
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano magistrati siciliani e appartenevano a un gruppo di giudici istruttori e pubblici ministeri che agiva sistematicamente contro Cosa Nostra. Entrambi erano originari di Palermo e si conoscevano fin dalla giovinezza. Nel loro lavoro non indagavano soltanto su singoli omicidi o casi di estorsione, ma anche sulle strutture organizzative, sui flussi finanziari e sui processi decisionali interni della mafia.
Lavoravano nel cosiddetto pool antimafia del Palazzo di giustizia di Palermo. Questa squadra riuniva le informazioni e distribuiva la responsabilità tra diversi magistrati. In questo modo si intendeva impedire che le indagini crollassero dopo l’assassinio di un singolo rappresentante della giustizia. Una base importante era costituita dalle testimonianze di ex membri della mafia, in particolare da quelle di Tommaso Buscetta. Esse permisero di comprendere più precisamente la struttura e il funzionamento di Cosa Nostra.
Le indagini sfociarono nel maxiprocesso di Palermo, celebrato dal 1986 al 1987 contro diverse centinaia di imputati. Il procedimento confermò in sede giudiziaria che la mafia siciliana agiva come un’organizzazione unitaria dotata di una commissione dirigente. Numerose pene detentive furono confermate in via definitiva all’inizio del 1992.
Il 23 maggio 1992 Cosa Nostra uccise Falcone in un attentato dinamitardo sull’autostrada nei pressi di Capaci. Con lui morirono sua moglie, il giudice Francesca Morvillo, e tre agenti della sua scorta. Il 19 luglio Borsellino fu assassinato da un’autobomba in Via D’Amelio a Palermo; morirono anch’essi cinque membri della sua scorta.
Gli attentati provocarono proteste pubbliche e una più intensa reazione dello Stato contro la mafia. Da allora Falcone e Borsellino sono diventati punti di riferimento permanenti della memoria collettiva italiana. La fotografia alla base dell’emissione, che li ritrae in un momento disteso, viene spesso utilizzata durante le commemorazioni, nelle scuole e nelle istituzioni pubbliche. L’emissione della moneta si inserisce in questa memoria istituzionale della lotta contro la criminalità organizzata.
Lavoravano nel cosiddetto pool antimafia del Palazzo di giustizia di Palermo. Questa squadra riuniva le informazioni e distribuiva la responsabilità tra diversi magistrati. In questo modo si intendeva impedire che le indagini crollassero dopo l’assassinio di un singolo rappresentante della giustizia. Una base importante era costituita dalle testimonianze di ex membri della mafia, in particolare da quelle di Tommaso Buscetta. Esse permisero di comprendere più precisamente la struttura e il funzionamento di Cosa Nostra.
Le indagini sfociarono nel maxiprocesso di Palermo, celebrato dal 1986 al 1987 contro diverse centinaia di imputati. Il procedimento confermò in sede giudiziaria che la mafia siciliana agiva come un’organizzazione unitaria dotata di una commissione dirigente. Numerose pene detentive furono confermate in via definitiva all’inizio del 1992.
Il 23 maggio 1992 Cosa Nostra uccise Falcone in un attentato dinamitardo sull’autostrada nei pressi di Capaci. Con lui morirono sua moglie, il giudice Francesca Morvillo, e tre agenti della sua scorta. Il 19 luglio Borsellino fu assassinato da un’autobomba in Via D’Amelio a Palermo; morirono anch’essi cinque membri della sua scorta.
Gli attentati provocarono proteste pubbliche e una più intensa reazione dello Stato contro la mafia. Da allora Falcone e Borsellino sono diventati punti di riferimento permanenti della memoria collettiva italiana. La fotografia alla base dell’emissione, che li ritrae in un momento disteso, viene spesso utilizzata durante le commemorazioni, nelle scuole e nelle istituzioni pubbliche. L’emissione della moneta si inserisce in questa memoria istituzionale della lotta contro la criminalità organizzata.




