CC 113 2012
Coincard
FDC/BU
Coincard
Lussemburgo · 10 anni di contanti in euro
Tiratura10.000
Prezzo di emissione10,00 €
Data di emissione31 gen 2012
ConfezioneCoincard
Legenda del bordo2 ★ ★ × 6, alternati dritto/rovescio
Prezzo di mercato19,90 €
Per evento di emissione
La moneta commemorativa comune ricorda il decimo anniversario dell’introduzione dell’euro. Al centro si trova il simbolo dell’euro, circondato da simboli per le persone, il mondo della finanza, il commercio, l’industria, l’energia nonché la ricerca e lo sviluppo: la torre della BCE, navi, fabbriche e turbine eoliche. Il motivo rimanda alla crescente importanza dell’euro in Europa e nel sistema monetario internazionale.
Il motivo
Il simbolo dell’euro all’interno della moneta evidenzia che l’euro è diventato un fattore di straordinaria importanza in Europa e nel mondo e che negli ultimi dieci anni si è sviluppato fino a diventare un attore globale nel sistema monetario internazionale. Gli elementi grafici disposti intorno al simbolo dell’euro simboleggiano l’importanza dell’euro per le persone, il mondo finanziario (la torre della BCE), il commercio (le navi), l’industria (le fabbriche), il settore energetico e la ricerca e sviluppo (le turbine eoliche). Le iniziali dell’artista «AH» sono riportate sotto l’immagine della torre della BCE. I nomi degli Stati emittenti nella lingua nazionale sono incisi al centro sopra il motivo, mentre le date 2002-2012 sono incise sotto di esso.
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Contesto sul tema
L’anniversario si riferisce all’emissione delle banconote e delle monete in euro il 1° gennaio 2002. In quanto valuta comune, l’euro era già stato introdotto il 1° gennaio 1999, inizialmente tuttavia soltanto come moneta scritturale per bonifici, conti e operazioni finanziarie. Da allora i tassi di cambio delle valute nazionali partecipanti erano stati fissati irrevocabilmente. Con il passaggio al contante del 2002, nei dodici Stati partecipanti iniziali la maggior parte del contante nazionale precedentemente in circolazione scomparve dai pagamenti entro brevi periodi transitori.
I presupposti per l’unione monetaria erano stati stabiliti nel Trattato di Maastricht. Tra questi rientravano norme riguardanti la stabilità dei prezzi, il debito pubblico, i disavanzi di bilancio, i tassi di cambio e i tassi d’interesse a lungo termine. La politica monetaria passò al Sistema europeo di banche centrali; le decisioni per l’area dell’euro sono prese dal Consiglio della Banca centrale europea. La valuta comune avrebbe dovuto eliminare i rischi di cambio all’interno dell’area valutaria, facilitare i confronti dei prezzi e semplificare il commercio transfrontaliero. Non tutti gli Stati membri dell’Unione europea la introdussero, pertanto Unione europea e area dell’euro non sono equivalenti.
L’emissione del 2012 fu concepita come emissione comune: i Paesi partecipanti utilizzarono la stessa immagine sul rispettivo lato nazionale della moneta, integrata dal proprio nome dello Stato e dai rispettivi marchi di zecca. In questo modo un’occasione di portata europea fu rappresentata non da progetti nazionali indipendenti l’uno dall’altro, ma da un motivo comune. Emissioni comuni di questo tipo erano già apparse in occasione del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma e del decimo anniversario dell’unione economica e monetaria.
Il progetto non fu inoltre determinato esclusivamente dalle autorità statali. Dopo un concorso pubblico di progettazione, una giuria di esperti selezionò cinque proposte, sulle quali cittadini e residenti dell’area dell’euro poterono votare online. Fu scelto il progetto dell’incisore austriaco Helmut Andexlinger. L’occasione si prestava a una moneta comune destinata alla circolazione, perché il passaggio al contante del 2002 aveva reso l’euro per la prima volta immediatamente visibile nella vita quotidiana e concretamente accessibile a un’ampia parte della popolazione.
I presupposti per l’unione monetaria erano stati stabiliti nel Trattato di Maastricht. Tra questi rientravano norme riguardanti la stabilità dei prezzi, il debito pubblico, i disavanzi di bilancio, i tassi di cambio e i tassi d’interesse a lungo termine. La politica monetaria passò al Sistema europeo di banche centrali; le decisioni per l’area dell’euro sono prese dal Consiglio della Banca centrale europea. La valuta comune avrebbe dovuto eliminare i rischi di cambio all’interno dell’area valutaria, facilitare i confronti dei prezzi e semplificare il commercio transfrontaliero. Non tutti gli Stati membri dell’Unione europea la introdussero, pertanto Unione europea e area dell’euro non sono equivalenti.
L’emissione del 2012 fu concepita come emissione comune: i Paesi partecipanti utilizzarono la stessa immagine sul rispettivo lato nazionale della moneta, integrata dal proprio nome dello Stato e dai rispettivi marchi di zecca. In questo modo un’occasione di portata europea fu rappresentata non da progetti nazionali indipendenti l’uno dall’altro, ma da un motivo comune. Emissioni comuni di questo tipo erano già apparse in occasione del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma e del decimo anniversario dell’unione economica e monetaria.
Il progetto non fu inoltre determinato esclusivamente dalle autorità statali. Dopo un concorso pubblico di progettazione, una giuria di esperti selezionò cinque proposte, sulle quali cittadini e residenti dell’area dell’euro poterono votare online. Fu scelto il progetto dell’incisore austriaco Helmut Andexlinger. L’occasione si prestava a una moneta comune destinata alla circolazione, perché il passaggio al contante del 2002 aveva reso l’euro per la prima volta immediatamente visibile nella vita quotidiana e concretamente accessibile a un’ampia parte della popolazione.


