CC 485 2023
Moneta da 2 euro
FDC/BU Segno di zecca A/D/F/G/J Moneta principale Emissione bancaria
2 euro FDC/BU
Germania · 1275º anniversario della nascita di Karl der Große
Tiratura20.000.000
Data di emissione30 mar 2023
Legenda del bordoEINIGKEIT UND RECHT UND FREIHEIT + aquila federale
Prezzo di mercato3,50 €
Tiratura indicata dalla fonte: 4000000 | 4200000 | 4800000 | 2800000
Varianti
5Germania, A · A · Segno di zecca A · FDC/BU · Tiratura 4.000.000
Germania, D · D · Segno di zecca D · FDC/BU · Tiratura 4.200.000
Germania, F · F · Segno di zecca F · FDC/BU · Tiratura 4.800.000
Germania, G · G · Segno di zecca G · FDC/BU · Tiratura 2.800.000
Germania, J · J · Segno di zecca J · FDC/BU · Tiratura 4.200.000
Per evento di emissione
La moneta ricorda il 1275º anniversario della nascita di Karl der Große (748–814), re del Regno dei Franchi e imperatore romano. Il motivo combina il suo monogramma personale con l’ottagono dell’Aachener Dom. È completato dalla scritta «KARL DER GROSSE» e dagli anni «748–814».
Il motivo
Il motivo della moneta combina due elementi contemporanei: il monogramma personale di Karl der Große e l’ottagono dell’Aachener Dom. I due componenti sono abilmente uniti in un’opera d’arte unica. Il motivo colpisce per il dinamismo della sua realizzazione plastica. Nel complesso, rende omaggio in modo innovativo a una personalità di spicco della storia europea. La parte interna della moneta presenta inoltre, nella metà superiore, l’iscrizione «KARL DER GROßE» e, nella metà inferiore, l’anno di emissione «2023», le date «748–814», il codice nazionale tedesco «D», il marchio della rispettiva zecca («A», «D», «F», «G» o «J») e le iniziali dell’artista («TW»).
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Sull’anello esterno della moneta sono raffigurate le dodici stelle della bandiera europea.
Contesto sul tema
Karl apparteneva alla dinastia dei Karolinger. Dopo la morte del padre Pippin des Jüngeren, inizialmente condivise il governo con il fratello Karlmann. In seguito riunì il regno e lo ampliò attraverso numerose campagne militari. Esso comprendeva infine vaste parti degli odierni Francia, Germania, Italia e Stati del Benelux. Le guerre sassoni, durate decenni, furono accompagnate da battesimi forzati, trasferimenti di popolazione e dure punizioni della resistenza.
L’incoronazione imperiale da parte di papa Leo III a Roma, il giorno di Natale dell’anno 800, si riallacciò in Occidente alla tradizione dell’antico impero romano. Al tempo stesso, essa segnò il rapporto tra potere temporale e papato. Il regno di Karl non era tuttavia uno Stato amministrato centralmente nel senso moderno del termine. La corte si spostava tra diverse residenze imperiali; i conti esercitavano il potere regionale, mentre gli inviati reali avrebbero dovuto controllarne l’amministrazione.
A corte furono promosse l’istruzione, l’uso della scrittura e l’unificazione dei testi ecclesiastici. A queste riforme contribuirono studiosi come Alkuin von York. In questo contesto si diffuse la minuscola carolina, una scrittura di facile lettura che in seguito influenzò lo sviluppo della scrittura libraria latina. Questo rinnovamento culturale è denominato rinascita carolingia.
Aachen era una residenza imperiale prediletta di Karl. La cappella palatina lì edificata costituisce il nucleo dell’odierno duomo. Il suo ambiente centrale ottagonale si ispirava agli edifici a pianta centrale tardoantichi e bizantini, in particolare a San Vitale a Ravenna. Karl fu sepolto ad Aachen. In seguito, per secoli, la chiesa servì come luogo d’incoronazione dei re romano-tedeschi.
Il monogramma del sovrano era un segno di autenticazione sui documenti e rappresentava il nome latino Karolus. Il collegamento con l’edificio di Aachen rimanda quindi al tempo stesso al potere regale, alla cultura di corte e alla posterità di Karl. L’anniversario offrì alla Germania l’occasione di raffigurare una persona il cui governo è legato sia ad Aachen sia alla storia politica di diversi odierni Stati europei.
L’incoronazione imperiale da parte di papa Leo III a Roma, il giorno di Natale dell’anno 800, si riallacciò in Occidente alla tradizione dell’antico impero romano. Al tempo stesso, essa segnò il rapporto tra potere temporale e papato. Il regno di Karl non era tuttavia uno Stato amministrato centralmente nel senso moderno del termine. La corte si spostava tra diverse residenze imperiali; i conti esercitavano il potere regionale, mentre gli inviati reali avrebbero dovuto controllarne l’amministrazione.
A corte furono promosse l’istruzione, l’uso della scrittura e l’unificazione dei testi ecclesiastici. A queste riforme contribuirono studiosi come Alkuin von York. In questo contesto si diffuse la minuscola carolina, una scrittura di facile lettura che in seguito influenzò lo sviluppo della scrittura libraria latina. Questo rinnovamento culturale è denominato rinascita carolingia.
Aachen era una residenza imperiale prediletta di Karl. La cappella palatina lì edificata costituisce il nucleo dell’odierno duomo. Il suo ambiente centrale ottagonale si ispirava agli edifici a pianta centrale tardoantichi e bizantini, in particolare a San Vitale a Ravenna. Karl fu sepolto ad Aachen. In seguito, per secoli, la chiesa servì come luogo d’incoronazione dei re romano-tedeschi.
Il monogramma del sovrano era un segno di autenticazione sui documenti e rappresentava il nome latino Karolus. Il collegamento con l’edificio di Aachen rimanda quindi al tempo stesso al potere regale, alla cultura di corte e alla posterità di Karl. L’anniversario offrì alla Germania l’occasione di raffigurare una persona il cui governo è legato sia ad Aachen sia alla storia politica di diversi odierni Stati europei.
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